Fotografia HDR, come scattare?

Written by Shawn. Posted in Blog, Fotografia, Fotografia HDR, Mille Idee

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Quest’oggi abbiamo deciso di proporre una guida completa su come scattare fotografie adatte alla lavorazione HDR. Sebbene molte macchine fotografiche siano già dotate di avanzate funzioni di auto bracketing, conoscere le basi del sistema HDR può fare la differenza al fine di ottenere scatti veramente perfetti. Per non parlare di tutta una serie di accorgimenti che è necessario adottare affinchè tutto funzioni correttamente.

Prima di iniziare:

Il seguente articolo presuppone che il lettore già conosca il significato di fotografia HDR e che abbia compreso le basi del suo intero funzionamento. Se così non fosse vi consigliamo di leggere questo nostro semplice e piacevole articolo:

La situazione perfetta:

Sebbene sia possibile ottenere ottimi scatti HDR con qualsiasi attrezzatura fotografica, è bene sottolineare che la perfezione assoluta richiede tutti i ‘requisiti minimi’ di seguito elencati:

  • Treppiede alto, robusto e stabile.
  • Macchina fotografica impostabile su Priorità di Apertura.
  • Macchina fotografica impostabile su ISO Manuale.
  • Macchina fotografica con supporto al salvataggio RAW.
  • Macchina fotografica con supporto alla funzione Bracketing.

Anche se non disponiamo dell’attrezzatura ‘perfetta’, non preoccupiamoci e proseguiamo tranquillamente nella lettura. Affronteremo anche soluzioni alternative in mancanza di uno o più elementi.

Analizziamoli in dettaglio:

Treppiede:

Il treppiede (o tripode) è un accessorio indispensabile, sempre. Ogni fotografo che si rispetti sa bene che uno dei peggiori nemici della fotografia è proprio il movimento, seppur impercettibile.

I consigli che si raccolgono un pò ovunque sono spesso del tipo: “Da 1/125 in poi non hai bisogno del treppiedi….Già 1/60 è a rischio immagine mossa…..1/250 sarebbe l’ideale per uno scatto ‘a mano’ perfetto!
Questi consigli sono tutti giusti, ma fino a un certo punto!
Ad esempio anche il solo movimento dell’otturatore (lo scatto) provoca micro-vibrazioni nella foto e per questo motivo nuove funzioni permettono oggi di scattare con l’otturatore già aperto (e quindi con corpo macchina perfettamente immobile), ma noi non siamo così perfezionisti (o almeno non sempre)!
Nella fotografia HDR il gioco si complica enormemente. Le fotografie da fare per ottenere una singola immagine in HDR sono molte (3, 5, 7 etc. etc.) e per evitare che questi piccoli movimenti crescano esponenzialmente scatto dopo scatto la prima regola da adottare è proprio quella di procurarsi un ottimo treppiede. treppiede

E’ bene sottolineare come in alcuni casi anche scattando manualmente e cercando di stare relativamente fermi sia possibile ottenere ottimi risultati. I software di gestione HDR sono infatti in grado di correggere autonomamente piccoli spostamente tra una fotografia e l’altra. In questo caso consigliamo vivamente di accontentarsi dei 3 scatti minimi richiesti dalla tecnica HDR.

Priorità di Apertura:

L’apertura del diaframma permette di regolare la quantità di luce che passando attraverso l’obiettivo raggiunge il sensore Cmos (o Ccd), ma non fa solo questo.

Infatti aprendo o chiudendo il diaframma della nostra macchina fotografica siamo in grado di modificare un valore importantissimo, la profondità di campo. Essa rappresenta la distanza davanti e dietro al soggetto messo a fuoco che appare nitida.
Molto spesso il fotografo gioca con la profondità di campo per ottenere splendide fotografie, ad esempio primi piani o perfetti panorami nitidissimi. Anche nella fotografia HDR è possibile scegliere a proprio piacimento la profondità di campo, a patto che questa si mantenga costante in tutti gli scatti effettuati.
Essendo un’immagine HDR composta da una serie di immagini dello stesso soggetto scattate a livelli di esposizione differenti dobbiamo quindi ottenere valori di esposizione variabili mantendo però invariata la profondità di campo.
Prendiamo ad esempio questa fotografia fatta con il diaframma medio (f/11) ed esposizione corretta (0EV): HDR_DOF_3_before-679x452

Come potete vedere abbiamo poca profondità di campo, le aree davanti e dietro del nostro soggetto sono decisamente sfocate, la nostra scelta è stata quella di forzare l’attenzione sulle stelle marine senza perdere del tutto la profondità di campo.

Se adesso vogliamo procedere con altri scatti HDR dobbiamo chiedere alla macchina fotografica di abbassare o alzare l’esposizione, ottenedo di fatto tutta una serie di fotografie più scure e più chiare.

Se attiviamo il blocco del diaframma, mantenendolo invariato a f/11, ecco come appare la stessa fotografia scattata con l’esposizione leggermente aumentata (+1EV):

HDR_DOF_3_before_1EV-679x452

La foto è venuta effettivamente più chiara e bloccando il diaframma abbiamo ottenuto una messa a fuoco e una profondità di campo praticamente identiche allo scatto precedente. Questo tipo di fotografia è senz’altro adatta alla lavorazione HDR.

Se non avessimo bloccato l’apertura del diaframma, la macchina fotografica non sarebbe intervenuta esclusivamente sui tempi di esposizione ma anche sull’apertura del diaframma stesso (prendendo di fatto più luce). Ecco il risultato:

HDR_DOF_3_after_1EV-679x452

Sebbene il guadagno di esposizione sia praticamente identico alla fotografia precedente (sempre +1EV), scattando con un diaframma più aperto (f/4) abbiamo perso profondità di campo, rendendo le aree davanti e dietro al soggetto decisamente meno nitide. E’ impossibile adesso sovrapporre questa foto con le altre e la creazione dell’immagine HDR è inevitabilmente compromessa. Ecco quindi evidente il motivo per cui è necessario impostare la macchina fotografica su “Priorità di Apertura”.

ISO:

Il valore ISO determina la sensibilità del nostro sensore fotografico (CCD o CMOS) e viene utilizzato per sopperire alla mancanza di luce ambientale. Un valore ISO basso (75, 100, 200) permette di ottenere fotografie incredibilmente nitide (più il valore è basso e più sono nitide) ma richiede molta luce per scattare in tempi ‘veloci’. Alzando il valore ISO (in alcune macchine anche fino a 12.800 o più) siamo in grado di scattare fotografie anche in condizioni di difficile illuminazione (di sera, al chiuso o quando non sia possibile utilizzare il flash) ma purtroppo andiamo a perdere nitidezza e la foto appare evidentemente più sgranata (più il valore ISO è alto e più la foto risulta sgranata).

HDR_Samples_m1

Nella fotografia HDR vengono sovrapposti molti scatti e non possiamo certo accettare un risultato finale con zone a diversa nitidezza e/o sgranatura. Senza contare che la fotografia HDR esalta i dettagli e questi non possono certo essere ripresi in bassa definizione. Per questo motivo, è necessario impostare il valore ISO al minimo consentito dalla nostra macchina fotografica (nella maggior parte dei casi 100 o 75) e utilizzare il treppiede per ottenere scatti immobili anche con lunghi tempi di esposizione.

In mancanza del treppiede possiamo accettare anche valori ISO più alti che permettono scatti relativamente veloci (adatti allo scatto manuale) ma dobbiamo comunque impostare un valore ISO identico per ogni fotografia effettuata.

RAW:

Nelle nostre macchine fotografiche (proprio in tutte) c’è un piccolo Photoshop che ci aiuta continuamente. Si chiama processore grafico (anche se in realtà definirlo Software sarebbe di gran lunga più corretto) e il suo compito è quello di elaborare tutte le informazioni catturate dal nostro sensore CCD o CMOS (come ad esempio il bilanciamento del bianco, la riduzione del rumore, l’interpolazione dei pixel etc. etc.).

Sebbene questa elaborazione forzata ci permetta di ottenere fin da subito fotografie soddisfacenti, essa comporta inevitabilmente una significativa perdita di informazioni rispetto a quelle realmente ricevute dal sensore. Tale perdita di informazioni viene aggravata ulteriormente dal successivo salvataggio in un formato compresso come il .jpg (che non è certamente di tipo lossless e quindi comporta la perdita di un ulteriore 10%/20% di dati).

Se non vogliamo trovarci a bordo di una ‘nave che fa acqua da tutte le parti’, possiamo affidarci al formato RAW (se disponibile nella nostra fotocamera).

Questo formato consente di memorizzare tutte le informazioni inviate dal sensore, senza distorcerle o modificarle in alcun modo. I dati catturati in modalità RAW (cioè grezzi) sono di gran lunga maggiori di quelli prodotti dal processore grafico della macchina fotografica e non vengono compressi.

I software HDR riescono a lavorare decisamente meglio con il formato RAW (avendo incredibili quantità di dati in più da elaborare) e i risultati finali sono talmente tangibili da non poter essere ignorati.

HDR_Samples_n1-679x269

Scattare in JPG non significa forzatamente non poter lavorare in HDR e sebbene lontano dalla qualità offerta dal RAW il risultato finale sarà comunque migliore del normale scatto singolo.

Bracketing:

Il metodo migliore per scattare fotografie adatte al post-processing HDR è senz’altro quello di variare il valore di esposizione tra una foto e l’altra.

In altre parole, dopo aver impostato la macchina su priorità di apertura e dopo aver bloccato il valore ISO è necessario eseguire una serie di scatti (3, 5 o 7 etc. etc.) variando di volta in volta il tempo di esposizione alla luce del nostro sensore (CCD o CMOS). Dato che l’esposizione si misura con un valore chiamato EV, è quindi sufficiente scatto dopo scatto variare il valore di EV (lo troviamo facilmente nelle funzioni della macchina) per ottenere foto più chiare e più scure della prima (quella scattata con valore EV = 0, cioè con esposizione corretta). In questo modo otteniamo una foto esposta correttamente e tutto un set di scatti sovra-esposti e sotto-esposti necessari al processo HDR.

La variazione del valore EV nelle macchine fotografiche richiede spesso di entrare nei menù di sistema o, se siamo più fortunati, di intervenire con qualche tipo di ghiera o pulsante ben accessibile. Quale che sia il meccanismo utilizzato dal nostro apparecchio, purtroppo intervenire manualmente nel corpo macchina comporta inevitabilmente piccole vibrazioni/movimenti che si susseguono scatto dopo scatto (il problema può essere limitato utilizzando un treppiede solidissimo).

Per ovviare all’inconveniente possiamo fare affidamento sulla tecnologia chiamata Bracketing. Inizialmente sviluppata per ottenere una serie di scatti tra cui scegliere quello con la miglior esposizione è oggi ritenuta la funzione più importante per la tecnica HDR.

Il funzionamento di base del Bracketing (o auto-bracketing) è oltremodo semplice: Un programma interno (software) fa eseguire all’apparecchio fotografico una serie veloce di scatti variando per ognuno di essi il valore di esposizione. Il numero massimo di scatti consentiti e i valori di salto tra un’esposizione e l’altra variano da software a software (e quindi da macchina a macchina). Sta quindi a noi scoprire le funzioni messe a disposizione dalla nostra apparecchiatura.

Il vantaggio è naturalmente ovvio: la veleocità di scatto viene enormemente aumentata (rendendo possibile in determinate occasioni anche lo scatto senza treppiede) e le vibrazioni/movimenti del corpo macchina sono praticamente inesistenti (se poi decidiamo di bloccare l’apertura dello specchio diventano proprio nulli).

bracketing_menu_big-679x543

Se non disponiamo della funzione di auto-bracketing (come nella nostra Nikon d3100) non disperiamo. Utilizzando un buon treppiede siamo comunque in grado di garantire stabilità al corpo macchina e variare facilmente i valori di esposizione. Piccole vibrazioni verranno gestite poi dal software HDR che farà il possibile per riallineare perfettamente tutti gli scatti.

Inoltre non è necessario affidarsi ai soli valori EV per modificare l’esposizione della foto, abbiamo a disposizione anche la semplice variazione dei tempi (es 1/125 etc. etc.) al fine di ottenere il medesimo risultato. Nel qual caso la nostra macchina sia sprovvista di auto-bracketing il consiglio è semplice: cerchiamo di capire se sia più facile per noi intervenire nella modifica del valore EV o nella modifica dei tempi di esposizione e, una volta scoperto, procediamo tranquillamente allo scatto delle fotografie (otterremo risultati praticamente identici alla funzione di auto-bracketing).

Scendiamo in campo:

E’ giunto il momento di andare a scattare le nostre prime fotografie per una successiva elaborazione HDR. Vediamo insieme tutti i passi necessari.

Soggetto:

La scelta del soggetto è ovviame soggettiva (perdonate il gioco di parole) ma è bene sapere che ci sono situazioni e luoghi in cui la tecnica HDR risalta maggiormente. Diciamo questo solo per evitare inutili prove, fotografando magari una vaso fiorito situato nel salotto di casa, senza notare tangibili differenze dalla fotografia classica.

Quindi zaino in spalla e usciamo di casa. Fotografiamo un ponte, un vecchio edificio, l’interno di una chiesa o un bel torrente di campagna. Ci sono milioni di luoghi che meritano l’attenzione del nostro scatto HDR, mettiamo alla prova la nostra immaginazione!

Treppiede:

Trovato il luogo e il soggetto adatti passiamo a posizionare il nostro solido treppiede.

Qui c’è poco da dire, posizioniamolo a terra nel miglior modo possibile e fissiamo il corpo macchina bloccando tutto al massimo. Non stiamo eseguendo fotografie panoramiche dove la macchina deve ruotare, qui nel magico mondo HDR quella che conta è la stabilità assoluta.

Apertura:

Impostiamo la macchina su Priorità di Apertura.

ISO:

Disattiviamo la funzione di ISO Automatico e impostiamo il valore manualmente sul numero più basso disponibile (di solito 75 o 100).

Bilanciamento del Bianco:

Disattiviamo il bilanciamento del bianco automatico e impostiamo manualmente quello adatto alla situazione (operazione non necessaria se salviamo in RAW).

RAW:

Abilitiamo il salvataggio nel formato RAW (se disponibile) o in quello RAW + JPEG (quello che di solito teniamo noi, salva in entrambi i contenitori ed è adatto a tutte le situazioni).

Bracketing:

Abilitiamo la funzione di auto-bracketing (sempre se disponibile) e impostiamo 3 o 5 scatti con valori di esposizione da -2.00 EV a +2.00 EV.

Se non abbiamo la funzione di auto-bracketing allentiamo temporanemente la presa del treppiede sulla macchina fotografica e, ruotandola, ci segnamo i valori di EV (o in alternativa i tempi) puntando l’esposimetro alternativamente nella zona più scura e più chiara del nostro soggetto (imposteremo poi questi valori manualmente, scatto dopo scatto).
N.B. La funzione di auto-bracketing è comoda e fornisce la certezza di ottenere uno scatto privo di vibrazioni/movimenti ma se disponiamo di un buon treppiede possiamo decidere di operare manualmente (quindi senza auto-bracketing) al fine di ottenere valori di esposizione soggettivi (quindi a parer nostro migliori nella maggior parte dei casi).

Autofocus:

Disabilitiamo l’autofocus presente nel nostro obiettivo o, nel caso di autobracketing, impostatiamo la macchina in modo che venga eseguito una sola volta prima degli scatti. Nel sistema HDR non possiamo permetterci di utilizzare fotografie messe a fuoco differentemente (e purtroppo il nostro autofocus porterebbe proprio a questo).

Finalmente, scattiamo:

E’ giunto finalmente il momento di scattare ma ci sono alcuni ulteriori accorgimenti da prendere in cosiderazione:

  • Attiviamo il blocco dell’otturataore facendo riferimento al nostro manuale per scoprire se sia possibile e come farlo (la tendina crea micro-vibrazioni ogni qual volta si alza e si abbassa).
  • Utilizziamo l’autoscatto (evita le vibrazioni che si creano ogni qual volta viene premuto il pulsante di scatto).

Finalmente, dopo tante regole, scattiamo!!! xD

Non preoccupiamoci, quando avremo ben capito lo scopo di tutte queste impostazioni esse diventeranno parte del divertimento della nostra passione fotografica!

Post-Processing:

Alla fine della nostra giornata passata da veri fotografi HDR è giunto il momento di tornare a casa ed elaborare tutto il nostro lavoro. Ovviamente qui a Monkey Island abbiamo creato una guida completa su come rendere tutto divertente e facile da fare, per di più utilizzando un programma gratuito! Ecco il collegamento per visualizzare la guida: Picturenaut, elaborazione HDR gratuita!

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Grazie per la lettura, Shawn

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